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BMW Italia-Ospedale San Raffaele, la passione per la ricerca da 12 anni all’insegna dell’innovazione scientifica
Fri Dec 13 11:16:27 CET 2013 Comunicati Stampa
La BMW Research Unit – OSR è un centro di eccellenza della medicina rigenerativa per la cura delle malattie neurodegenerative e della traumatologia midollare
Contatto stampa.
Roberto Olivi
BMW Group
Tel: +39-02-51610-294
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Autore.
Roberto Olivi
BMW Group
Il connubio tra BMW Italia e l'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano
è nato in modo naturale nel 2001 come l’incontro di due eccellenze nel
campo della ricerca. BMW Group Italia in questi dodici anni ha,
infatti, sostenuto le ricerche svolte dal San Raffaele sulle cellule
staminali adulte del cervello con due milioni di euro. Un’iniziativa
che non ha eguali nel nostro Paese e che è stata replicata anche nel
2013. Nel 2008 questa partnership è stata rafforzata con
l’inaugurazione della BMW Research Unit, guidata da Gianvito Martino,
direttore della Divisione di Neuroscienze e dell’Unità di
Neuroimmunologia – dell’Istituto di Neurologia Sperimentale (INSpe) –
dell’IRCCS Ospedale San Raffaele.
“Siamo orgogliosi – ha dichiarato Franz Jung, Presidente e A. D.
di BMW Italia S.p.A. – della nostra relazione con l’Ospedale San
Raffaele e del progetto che in questi dodici anni abbiamo portato
avanti insieme. La nostra BMW Research Unit – OSR rappresenta il fiore
all’occhiello nel nostro programma di responsabilità sociale d’impresa
insieme alla Scuola di Sci per disabili di Sauze d’Oulx e al programma
di sostegno (attraverso borse di studio annuali) dei giovani colpiti
dal terremoto in Emilia nel 2011 che abbiamo sviluppato con il Corpo
delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana”.
“L’anno prossimo – ha poi aggiunto Franz Jung – daremo vita,
insieme all’Ospedale San Raffaele, ad una nuova fase della nostra
relazione, attraverso un’iniziativa che metterà a frutto gli studi e
le scoperte fatte dall’unità diretta dal Prof. Gianvito Martino e che
favorirà la divulgazione scientifica della BMW Research Unit - OSR.
Questa nuova fase, che vi presenteremo nel corso del 2014, si inserirà
in un programma di Corporate Social Responsibility orientato sia al
dialogo interculturale che all’integrazione sociale”.
“Migliorare il nostro modo di lavorare – ha dichiarato Nicola
Bedin, Amministratore Delegato dell’Ospedale San Raffaele – ponendoci
sempre nuovi obiettivi: è la visione che condividiamo con BMW, nei
rispettivi ambiti della nostra ricerca. Siamo grati e felici di poter
continuare una collaborazione che unisce due eccellenze e le mette al
servizio degli altri: un incontro che non poteva che essere fruttuoso
e che ha già consentito di raggiungere importanti traguardi e che
proseguirà in un cammino che contiamo ci porti in pochi anni dai
modelli sperimentali e dai laboratori, finalmente alla cura dei pazienti”.
La BMW Research Unit - OSR
L’Unità di
Neuroimmunologia, all’interno della quale opera la BMW Research
Unit-OSR, si occupa da anni di medicina rigenerativa e, in
particolare, di sviluppare nuovi approcci terapeutici per alcune delle
più gravi malattie degenerative che colpiscono il cervello e il
midollo spinale, soprattutto dei giovani adulti, come la sclerosi
multipla, i traumi del midollo spinale, e l’ictus cerebrale.
La finalità ultima del lavoro del gruppo di ricercatori è quella
di restituire forma e funzione originaria al tessuto nervoso
danneggiato utilizzando nuove terapie rigeneranti basate sull’utilizzo
di cellule staminali del cervello e biomateriali.
Il passaggio dalla medicina riparativa, tutt’oggi largamente
diffusa e utilizzata, alla medicina rigenerativa, che si ritiene sia
la medicina del futuro, avviene nel momento in cui si comincia a
pensare non tanto e non solo a riparare la parte danneggiata del
corpo, ma addirittura a sostituirla integralmente con una nuova,
funzionante e identica a quella danneggiata. Per raggiungere questo
complesso traguardo è necessario ricostruire le condizioni di base che
permettono la rigenerazione dei tessuti nel corpo umano. Il lavoro
svolto fino ad ora ha chiaramente indicato che per rigenerare i
tessuti bisogna, da una parte, ricostruire l’ambiente in cui il
processo rigenerativo avviene, utilizzando metodologie d’ingegneria
tissutale che prevedono l’impiego di biomateriali, dall’altra,
riuscire ad ottenere e poi espandere in laboratorio grandi quantità di
cellule dotate di eccezionali capacità rigenerative, come le cellule
staminali. Utilizzando questi due approcci in maniera combinata si
pensa che la medicina rigenerativa, in un futuro prossimo, sarà in
grado non solo di rigenerare i tessuti danneggiati ma, anche e
possibilmente, di sostituirli integralmente con tessuti identici in
tutto e per tutto a quelli originali, ma costruiti interamente in laboratorio.
"Il lavoro fatto in questi anni – ha dichiarato Gianvito
Martino, direttore della Divisione di Neuroscienze dell’IRCCS Ospedale
San Raffaele e della BMW Research Unit-OSR - è stato quello di
studiare in dettaglio le caratteristiche 'molecolari' delle cellule
staminali adulte del cervello per poterle rendere terapeuticamente più
efficaci quando trapiantate. I risultati da noi raggiunti ci hanno
permesso di modificare la credenza per cui le cellule staminali
funzionano solo quando si sostituiscono fisicamente alle cellule
danneggiate; abbiamo, infatti, dimostrato come queste cellule possono
riparare, ma anche prevenire, i danni del tessuto cerebrale attraverso
la secrezione di molecole neuroprotettive. Le nostre scoperte
ampliano, quindi, notevolmente le potenzialità terapeutiche delle
cellule staminali del cervello non solo dal punto di vista teorico ma
anche dal punto di vista pratico”.
“Gli esperimenti condotti in questi anni dalla BMW Research Unit
– OSR – ha poi proseguito Gianvito Martino - hanno infatti dimostrato
che questa nuova modalità operativa delle cellule staminali può essere
molto utile, dal punto di vista terapeutico, non solo nella sclerosi
multipla e nell’ictus cerebrale, ma anche in altre gravi malattie
infiammatorie del sistema nervoso centrale, in primis i traumi
midollari. Infine, queste ricerche, che fino ad ora sono state svolte
principalmente in ambito pre-clinico, stanno per essere tradotte in
terapie per i malati e i primi tentativi terapeutici nell’uomo sono
già in corso soprattutto e specificamente per capire la sicurezza di
questi trapianti; sicurezza che rappresenta il requisito essenziale e
necessario per tradurre in cura le imprescindibili sperimentazioni
fatte in ambito laboratoristico”.
“Si può quindi dire che – ha concluso Gianvito - gli sforzi,
compiuti fino ad oggi, e i passi avanti decisivi fatti negli ultimi
anni, rafforzano sempre di più la convinzione che la medicina
rigenerativa, che utilizza cellule staminali neurali, può diventare un
utile strumento terapeutico per la cura delle malattie neurologiche
incluse quelle causate da traumatismi accidentali conseguenti a
incidenti stradali. Tutto ciò rappresenta un’ulteriore testimonianza
dell’impegno di BMW Group per il tema della sicurezza che coinvolge i
prodotti, i comportamenti alla guida, la formazione delle future
generazioni, la ricerca sulla mobilità del futuro, gli studi sulla
viabilità e anche la ricerca medico-scientifica”.
Il BMW Group
Il BMW Group è tra i produttori di automobili e motocicli di maggior
successo al mondo, con i marchi BMW, MINI e Rolls-Royce. Come azienda
globale, il BMW Group gestisce 28 stabilimenti di produzione e
montaggio in 13 paesi e ha una rete di vendita globale in oltre 140 paesi.
Nel 2012, il BMW Group ha venduto quasi 1,85 milioni di
automobili e oltre 117.000 motocicli nel mondo. L'utile al lordo delle
imposte per l'esercizio 2012 è stato di 7,82 miliardi di Euro con
ricavi pari a 76,85 miliardi di Euro. Al 31 dicembre 2012, il BMW
Group contava 105.876 dipendenti.
Il successo del BMW Group si fonda da sempre su una visione sul
lungo periodo e un’azione responsabile. Perciò, come parte integrante
della propria strategia, l'azienda ha istituito la sostenibilità
ecologica e sociale in tutta la catena di valore, la responsabilità
globale del prodotto e un chiaro impegno a preservare le risorse.
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