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Sogno, segno e disegno. Gert Hildebrand e Milo Manara a confronto con la MINI e gli studenti dell'Istituto Europeo di Design di Milano
Wed Dec 12 12:00:00 CET 2001 Comunicati Stampa
Il responsabile del design della nuova MINI prodotta dal Gruppo BMW e il celebre disegnatore italiano di fumetti, autore della MINI Cooper Story pubblicata a puntate su kwmotori.it si sono incontrati oggi davanti a una platea di studenti e giornalisti per parlare della nuova MINI. Per l'occasione esposta nel cortile dell'Istituto la nuovissima MINI Cooper S. L'iniziativa segue di pochi giorni l'inaugurazione al Motor Show dello stand MINI ideato dal Centro Ricerche dell'Istituto Europeo di Design
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Maria Conti
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Maria Conti
BMW Group
Il responsabile del design della nuova MINI prodotta dal Gruppo BMW e il
celebre disegnatore italiano di fumetti, autore della MINI Cooper Story
pubblicata a puntate su kwmotori.it si sono incontrati oggi davanti a una
platea di studenti e giornalisti per parlare della nuova MINI. Per l'occasione
esposta nel cortile dell'Istituto la nuovissima MINI Cooper S. L'iniziativa
segue di pochi giorni l'inaugurazione al Motor Show dello stand MINI ideato dal
Centro Ricerche dell'Istituto Europeo di Design.
Si è tenuta oggi a Milano, di fronte a una folta platea di appassionati,
giornalisti, studenti e docenti dell'Istituto Europeo di Design, la
conversazione sul tema "La MINI e lo IED. Sogno, segno e disegno". MINI e
Istituto Europeo di Design (IED) hanno da tempo avviato un rapporto di
collaborazione basato sulla comune attenzione per i giovani e le avanguardie
contemporanee. In questo quadro tendenze e stili, creatività e comunicazione,
cultura del progetto e tecnologia rappresentano concetti-chiave intorno ai
quali sviluppare iniziative comuni, come appunto quella di oggi.
Prendendo spunto dalle caratteristiche peculiari dell'immagine MINI, ovvero dal
concetto di "excitement" inteso come capacità di divertire, aggregare,
suscitare emozioni, esser fonte di ispirazione, l'incontro - promosso da MINI e
Istituto Europeo di Design e coordinato da Aldo Colonetti, direttore
scientifico IED - si proponeva di favorire un singolare scambio di opinioni ed
esperienze fra Gert Hildebrand, general manager del design MINI, e Milo Manara,
da ottobre impegnato a disegnare per kwmotori.it "Fuga da Piranesi - MINI
Cooper Story".
L'evento ha coronato la collaborazione avviata la scorsa estate: lo spazio
espositivo di 900 mq destinato alla presentazione della sportivissima MINI
Cooper S (163 CV, velocità massima 218 km/h) al Motor Show (Fiera di Bologna,
7-16 dicembre, padiglione 29) è stato infatti ideato dal Centro Ricerche
dell'Istituto Europeo di Design (CRIED). Ai designer del CRIED si è affiancato,
in una sorta di happening che si è sviluppato sul posto durante le giornate
riservate a stampa e addetti ai lavori (5-6 dicembre), un gruppo di studenti di
IED Arti Visive che ha realizzato un grande tazebao dedicato alla MINI. "Amo la
MINI - ha esordito Milo Manara - perché quando negli Anni '60 giravo l'Italia e
l'Europa in autostop se vedevo arrivare una MINI ero contento: voleva dire che
il passaggio era assicurato!"
"Lo spunto per il mio nuovo racconto a fumetti - ha aggiunto Manara parlando di
'Fuga di Piranesi', la MINI Cooper Story che il celebre disegnatore ha creato
appositamente per il web, attualmente pubblicata in strisce settimanali su
kwmotori.it - me l'ha fornito proprio una dichiarazione di Gert Hildebrand.
Immaginava una situazione nel futuro: a Roma, nel 5000 d.c., un gruppo di
archeologi scava in un sito anticamente occupato da una sfasciacarrozze;
vengono alla luce alcuni reperti che sono classificati come parti di auto di
3000 anni prima, poi però trovano un faro, una ruota, uno specchietto dal
design inconfondibile ed esclamano: 'Ehi, questa è una MINI!'. Ecco sono
partito da qui e ho immaginato una storia in cui la nuova MINI compare pezzo a
pezzo, un po' alla volta.
Il titolo che ho dato cita Giovan Battista Piranesi (1720-1778), perché nelle
incisioni di questo artista compaiono le maestose architetture di edifici
penitenziari. Nella mia storia Piranesi è il nome di una pianeta-penitenziario
sul quale sono vietate due cose: le armi e i motori. Solo una ragazza sfugge al
controllo del sistema di sorveglianza sociale perché il suo dna, al contrario
di quanto capita a tutti i suoi concittadini, non è stato geneticamente
modificato. Lei vive libera e si sposta a bordo di una stranissima navicella
che altro non è che la nuova MINI. Ho voluto in questo modo riproporre il
sapore rivoluzionario e libertario della MINI degli Anni '60, quella che
significava autostop assicurato e sapeva di Beatles, Rolling Stones,
liberazione sessuale..."
Le tavole originali della storia fin qui disegnate da Manara sono esposte - per
gentile concessione dell'autore e di kwmotori.it - allo spazio MINI, padiglione
29 del Motor Show fino al 16 dicembre.
"Questa macchina - ha detto Gert Hildebrand parlando della MINI prodotta dal
Gruppo BMW e sottolineando gli aspetti sensuali e psicologici del suo design -
risveglia i cinque sensi. E' come una persona. Così anche in questo caso il
primo sguardo è il più importante. Provate anche voi: appena vi avvicinate a
quest'auto sentirete l'odore della pelle, dei materiali pregiati. E, poi,
appena avvierete il motore... Sentirete il tipico sound del motore MINI. Per
quanto riguarda il tatto, basta accarezzare le sue forme sinuose per capire il
mio discorso. Le parti più eccitanti sono sicuramente i fianchi e il tetto.
Tutta la carrozzeria insomma, che richiama alla memoria il corpo umano. Ma
attenzione: la MINI è anche molto altro. Così se agli uomini potrà piacere per
tutto questo che vi ho raccontato, alle donne ispira anche senso di protezione:
a guardarla di lato è evidente che sembra avere un capoccione, aspetto tipico
dei bambini.
E la cosa non può che ispirare grande tenerezza. Ma non è tutto: le grandi
gomme, i parafanghi allargati regalano anche la sensazione di spalle larghe. E
a questo punto i richiami sessuali uomo-donna s'invertono... Gran parte del
successo della vecchia MINI deriva proprio da questo. Così abbiamo deciso di
riproporre tutti questi concetti sulla nuova vettura". "Abbiamo seguito la
stessa ricetta che seguì Issigonis - ha spiegato a proposito del lavoro svolto
dal team di progetto MINI -.Tenendo presente che un buon design non si può
copiare, non si può ripetere. E' unico e per questo davvero 'buon design'.
Quindi abbiamo usato la stessa filosofia per la MINI, non abbiamo fatto una
replica.
Abbiamo cercato d'immaginare come Issigonis avrebbe disegnato oggi la MINI. Per
questo consideriamo la nuova MINI un secondo originale, un'evoluzione. La MINI
classica nacque disegnata intorno a ruote piccolissime e praticamente non aveva
il bagagliaio. La nuova MINI è oggi la vettura più rigida della categoria, e
questo si traduce in un piacere di guida inarrivabile".
Per il Gruppo BMW "La MINI e lo IED. Sogno, segno e disegno" ha suggellato
oltre un anno di attività di comunicazione legate al lancio della vettura. In
primavera la nuova MINI aveva partecipato al Brand New Tour di Mtv; fra maggio
e giugno era stata celebrata in "Dalla Mini al mini", mostra d'arte e design
curata da Gianluca Marziani per il Palazzo delle Esposizioni a Roma; e in
luglio aveva collaborato al successo del Ciak d'Oro 2001, il premio organizzato
dall'omonimo mensile cinematografico...